Recensioni

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In gita fra le curiosità di Aosta

La fata del lago di Fontainemore

Presso Fontainemore esisteva in un lontano passato un lago di acque freschissime in cui viveva un'incantevole fata. Quando però i cacciatori, innamorati di lei, tentavano di avvicinarsi, dalle acque usciva un'orribile serpe nera dagli occhi di fuoco che inceneriva i malcapitati. I corpi privi di vita venivano inghiottiti dalle acque e sparivano nelle profondità del lago. La serpe altri non era che la fata in ansiosa attesa di un giovane coraggioso capace di sostenere il suo sguardo infuocato. Quando un giorno il giovane Maurice, ignaro dell'incantesimo, uccise la serpe, il lago improvvisamente si inaridì, la fata non comparve mai più e poco dopo anche Maurice morì di crepacuore.

Il riverbero dei ghiacciai

Si narra che i Signori del castello di Graines pretendessero dai loro valligiani una singolarissima prestazione: essi dovevano coprire di terriccio i ghiacciai e nevai della vicina cima Becca di Torchè per evitare che il riverbero della neve nuocesse alla delicata carnagione delle cortigiane.

L'uovo di gresso

Secondo la leggenda lo strano nome della località deriverebbe da un uovo di Gresso, una specie di uccello ormai estinta da tempo. Si racconta che quando nel 1733 venne ricostruita l'antica chiesa, appeso alla volta dell'edificio fu trovato un uovo accompagnato da un biglietto che recava questa scritta: "Laudetur Jesus Christus".

Il Ponte del Diavolo

Molti anni fa San Martino, vescovo di Tours, mentre era in viaggio verso Roma, fu costretto dal cattivo tempo a fermarsi in un piccolo paese della Valle d'Aosta e a passarvi la notte. Il mattino seguente i valligiani lo informarono che il ponte di legno sul torrente Lys era stato spazzato via dalla furia delle acque. Mentre San Martino camminava meditabondo per le vie del paese, gli si fece incontro il Diavolo in persona proponendogli un accordo: lui avrebbe costruito in una sola notte un solido ponte di pietra e in cambio San Martino gli avrebbe dato l'anima e il corpo del primo malcapitato che avesse attraversato il ponte. La notte seguente trascorse tra rumori infernali, ma appena fu giorno i valligiani poterono ammirare uno splendido ponte di pietra. A quel punto San Martino, per mantenere fede alla sua promessa, dopo aver catturato un cane lo fece passare sul ponte e cadere tra le fauci spalancate del Diavolo. Così Satana fu scornato e gli abitanti del luogo ribattezzarono il paese Pont Saint Martin in onore del santo vescovo.

Il Tatzelwurn

Le antiche leggende raccontano che tra gli immacolati ghiacciai e le nevi eterne del Monte Rosa vive il più misterioso e strano animale d'Europa: il Tatzelwurn. Secondo il naturalista svizzero Gessner, che lo vide e descrisse circa quattro secoli fa, è una specie di lucertolone bianco o verde molto pallido, lungo più di un metro, tozzo e con zampe cortissime. Cammina lento tra le nevi ma è pronto a scomparire al primo vago segnale di pericolo. Molti abitanti della zona giurano di averlo visto da lontano e soprattutto di averne udito la strana e possente voce: una sorta di urlo prolungato e malinconico che si ode non di rado all'alba e al tramonto tra le solitudini ghiacciate.

Il Castello di Pilato

A un'estremità del paese di Nus sorge una costruzione medievale che mostra ancora due belle torri cilindriche e che viene ricordata dagli abitanti del luogo come Castello di Pilato. Si narra infatti che Pilato, condannato all'esilio, dopo aver attraversato il Piemonte e riposato a Torino presso la Torre Palatina, sia giunto fin qui e si sia ristorato nel Castello.

Passaggio di Calvino

La leggenda vuole che l'8 marzo 1536 sia transitato, nella frazione di Closellinaz Dessous ove si trova l'omonimo ponte, Calvino in fuga verso il Vallese. Questa vicenda rimane tuttora una leggenda in quanto priva di ogni prova documentata. Lo stesso De Tiller nella prima metà del Settecento affermava che il passaggio di Calvino nella Valle D'Aosta non era basato su alcuna "preuve autentique qui en fasse foy". L'evento è tuttavia ricordato ancora oggi da una croce posta sopra la fontanella in via Croix de Ville.

La torre della paura

Fatta costruire nel XII secolo su un antico bastione romano dai Signori de Friour, la torre è stata per molti anni considerata un luogo di terrore dal quale tenersi lontani. Una leggenda vuole, infatti, che una misteriosa dama Bianca si aggiri all'interno delle stanze della torre, che per questo motivo (e forse complice l'assonanza del cognome dei nobili proprietari), venne ribattezzata "de la frayeur", della paura. La torre, però, è conosciuta anche come Torre del Lebbroso a causa della famiglia di malati che vi fu rinchiusa attorno alla fine del XVIII secolo, il cui ultimo sopravvissuto, Pietro Bernardo Guasco, morì nel 1803.

Il vento di Calvino

La valle è spesso attraversata da un leggero vento che si alza verso le undici del mattino ed è chiamato dai valligiani "il vento di Calvino", poichè ricorda l'ora in cui il grande riformatore fu scacciato da Aosta.

La leggenda del re Gargantua

Si narra che il monte Cervino debba la sua curiosa forma di gigantesca piramide a Gargantua. Al re venne un giorno la curiosità di vedere quali regni si estendevano al di là delle Alpi. Mentre stava contemplando il panorama, comodamente seduto sulle montagne, iniziò a sentire dei sinistri scricchiolii: quei giganti di pietra, non sopportando il suo peso, stavano iniziando a sgretolarsi. Solo il pezzo di roccia che stava tra le gambe allargate di Gargantua, si salvò: era il Cervino.

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